Reviews from Rock - West: Neil Young

2019, july: Yin... & Young / Excursions into Asian Territory

2019, may: Neil Young / words and numbers (between the lines of Wikipedia age)

2018, october: Floating in a stream / Neil Young, Spotify e lo streaming

2016, march: Neil Young / Greatest Hits: le certificazioni e le copie vendute nel mondo

2015, august: Harvest: le certificazioni e le copie vendute nel mondo

2014, december: Further and further on down the numbers

2014, january: Roll Another Number 2013: Neil Young in classifica

2013, january: Neil Young & Crazy Horse - Psychedelic Pill - i dati delle Vendite

 

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Yin... & Young
Excursions into Asian territory

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Sul finire degli anni '80 era divenuto celebre il filmato di un giovane universitario cinese che non lasciava passare un carro armato durante gli scontri di Piazza Tienanmen. A quell'episodio Neil Young dedicava la sua Ohio durante il tour del 1989. Sulla copertina di Freedom, uscito nell'ottobre di quello stesso anno, Young indossava un cappello cinese con la stella.
Sono le uniche connessioni che io riesca a ricordare tra Neil Young e la Cina, salvo una versione in cinese di Heart Of Gold ascoltata tanti anni fa in un ristorante in Francia (giuro!), la citazione in China Disco Bar di Elio e le Storie Tese contenuta in Figgatta de Blanc del 2016 e forse qualche maglietta…
In questo articolo, cercheremo di capire quale sia il livello di popolarità del canadese all'ombra della muraglia cinese.
Che io sappia, nessun album è uscito ufficialmente, da quelle parti, a differenza che a Taiwan e Hong Kong, ma qui ci limitiamo a parlare della Repubblica Popolare Cinese.
Non potendo usufruire di cifre di vendita vere e proprie, ci affidiamo al mercato dello streaming.
Mercato in espansione, tra i cinesi, con un boom clamoroso negli ultimissimi anni. La Cina rivaleggia con i maggiori concorrenti europei (Inghilterra, Germania e Francia) e si prepara a sbaragliare anche il Giappone, dopodichè verrà gettata la sfida agli Stati Uniti, con previsioni di sorpasso che si aggirano in circa 10 anni, proseguendo con questo trend. La forza dell'avere una popolazione di quasi 1.500.000.000 di persone.

Attenzione alle cifre perché cambiano anche sensibilmente a seconda delle fonti ma, rimanendo strettamente in ambito streaming, la maggiore piattaforma è Tencent Music Entertainment Group che detiene (dopo la fusione del 2016 tra Tencent Music che possedeva QQ Music e China Music Corp che possedeva KuGou e Kuwo) il 76% del mercato e ha i diritti, tra gli altri, sulle canzoni di Sony Entertainment, Warner Music/Time Warner e Universal Music/Comcast. 76% del mercato significa avere 800 milioni di utenti, la metà attiva mensilmente. Per fare un paragone, Spotify ha globalmente 217 milioni di utenti attivi mensilmente, 100 dei quali abbonati (pare più o meno come Tencent), mentre Apple dovrebbe essere intorno ai 50 milioni di abbonati.
Tornando alla Cina, il 16% è controllato da NetEase Cloud Music, il 4% da Baidu Music.

Per quantificare il livello di popolarità degli artisti occidentali in Cina, e per saggiare l'importanza o meno di Neil Young, ci baseremo sul numero di followers nella maggior piattaforma del paese.
Lontano, lontanissimo, dalle cifre delle pop stars più affermate (Taylor Swift tra le donne e Justin Bieber tra gli uomini, entrambi vicini ai 7.000.000 di followers) o da quelle delle band più cool (Maroon 5, 4.242.000), Young vanta 14.000 fans. Per fare paragoni più consoni, i Beatles ne hanno 413.000, Bob Dylan 185.000 (ma lui in Cina ci ha suonato), gli Eagles 151.000, Leonard Cohen 143.000, Bowie 85.000, Presley 78.000, John Lennon 64.000, i Led Zeppelin 62.000, Clapton 57.000, gli Stones 48.000, Elton John 37.000, Cash 31.000, McCartney 26.000. Con meno followers del nostro canadese troviamo Doors e Paul Simon (12.000), Hendrix, Springsteen, Willie Nelson, Waits e Santana (tutti 11.000), Lou Reed e Patti Smith (8.000), Deep Purple e Who (7.000), Creedence, Lynyrd Skynyrd e Joni Mitchell (6.000); Buffalo Springfield, CSNY, Nash, Stills e Crosby sono tutti sotto i 1.000.
Gli appassionati younghiani (un'amica mia e della community Neil Young Italia direbbe neilyoungici, bellissimo neologismo), tra i 106 album disponibili su y.qq.com, possono ascoltarsi After The Gold Rush che in realtà è un live del 1986, Change Your Mind (un broadcast radiofonico) e un Live in Concert con i Ducks.

Altro mercato in espansione e dalle potenzialità enormi è quello indiano, ormai entrato nella Top 20. La Repubblica dell'India può partire da una base di oltre 1.300.000.000 abitanti che ovviamente ingolosiscono l'industria musicale. La piattaforma maggiore è Gaana, 100 milioni di utenti attivi mensilmente, che detiene il 25% del mercato indiano, superando il 20% di Apple, il 20% di YouTube e il 14% di Wynk.
Utilizzando appunto i dati Gaana, abbiamo One Direction con 59.000 followers al primo posto tra le band, e anche qui primi Justin Bieber tra gli uomini (con 167.000, ad esempio Michael Jackson ne ha un quarto) e Taylor Swift tra le donne (60.000, in lotta con Shakira). Segnalerei Bob Marley con 13.000, i Beatles con 7.600, Elvis con 3.200, Dylan con 2.700, Lennon con 2.400, Rolling Stones con 1.500, Elton John con 1.400, Springsteen con 625, Creedence Clearwater Revival con 332, McCartney con 286… e Neil Young con 251 (l'1 sono io…).
Brevi cenni storici per dire che in India, almeno Old Ways e Unplugged sono stati pubblicati ufficialmente, altre notizie non sono riuscito a reperirle.

E dopo essermi fatto gli affari di quasi 3 miliardi di persone, risolvo un dilemma lasciato in sospeso. Ho controllato: nessuna delle mie t-shirt di Neil Young è "made in China"! E le vostre?

(www.rockinfreeworld.com)

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Neil Young
words and numbers (between the lines of Wikipedia age)

Ormai da alcuni anni, le classifiche musicali si basano non più solo sulle vendite vere e proprie, ma vengono calcolati anche gli streaming, per "dare una migliore idea del grado di popolarità" di un album o di un artista.
Ecco, il grado di popolarità, argomento in questione di questo articolo. Il livello di popolarità non è certo una cosa quantificabile scientificamente, così che i parametri che si possono scegliere sono molteplici e spesso in contraddizione tra loro.

Nello specifico, l'articolo è basato sul numero di visualizzazioni delle pagine Wikipedia dei vari artisti o band da noi selezionati, diciamo otto più due ospiti, scelti ovviamente tra quelli che più stanno a cuore agli amici di rockinfreeworld.com, ovvero l'Italian Crosby, Stills, Nash & Young Website.
Esiste un tool che permette di confrontare tra di loro fino ad un massimo di dieci voci contemporaneamente. Il programma raccoglie dati dal luglio 2015, ma noi ci siamo affidati solamente agli ultimi dodici mesi, dall'1 maggio 2018 al 30 aprile 2019; è possibile inoltre scegliere tra vari tipi di grafici: linea, barra, radar, torta, ciambella, area polare.

I numeri che troverete sotto sono riferiti alle pagine en.wikipedia.org dei vari artisti presi in esame.
Al decimo posto troviamo Crosby & Nash con 33.957 visualizzazioni (una media di 2.830 al mese), mentre se cerchiamo Crosby, Stills, Nash & Young saliamo al quarto posto della nostra classifica con 681.534 visualizzazioni (se preferite, potete dire "punti").
I Crazy Horse vantano 125.494 visite in un anno alla loro pagina, ma molto meglio hanno fatto i Buffalo Springfield (o meglio, i loro fans) con 525.682.
Del celebre quartetto CSNY, il meno amato (o il meno seguito) risulta Graham Nash, poi salendo troviamo Stephen Stills, e più in alto ancora David Crosby. I tre insieme, non fanno il totale di Neil Young da solo, 2.007.659 (media mensile 167.305).
A questo punto, ci siamo detti, paragoniamo Young con altri due grandissimi della canzone americana, Bob Dylan e Bruce Springsteen. Pur essendoci solo quattro anni di differenza tra Dylan e Young e altri 4 tra il canadese e Springsteen, a volte sembra di parlare di tre generazioni differenti, vista la mole di capolavori usciti tra un esordio discografico e l'altro. Beh, nella nostra classifica stravince His Bobness, quasi 3.500.000, davanti al Boss, indietro di un milioncino di contatti. Per completezza di informazione, Young è comunque davanti a Bob Seger, a John Fogerty, a Santana, a Paul Simon, ai Grateful Dead… ma dietro a John Lennon, a Paul McCartney, a Elton John, a Willie Nelson, a Tom Petty… Se sbirciate en.wikipedia.org/wiki relativamente agli album di "Shakey", vince Harvest (182.084 visite annuali), che precede After The Gold Rush (170.000), Tonight's The Night (111.725), Harvest Moon (109.717) e Rust Never Sleeps (106.559); Déjà Vu si inserisce con 154.150.
     
 

 
     
Non è finita qui. Presi dalla curiosità, ci siamo avventurati tra le pagine Wikipedia di Neil Young nelle più svariate lingue. Ovviamente al primo posto c'è proprio quella in inglese (2.007.659, come si diceva, 5.500 visualizzazioni giornaliere), seguita dalla tedesca (177.230) e inaspettatamente da quella italiana (144.423), davanti a francese, spagnola, giapponese ed olandese. Stupisce forse la russa all'ottavo posto, ancor di più quella in lingua araba al decimo posto, però qui ci piace segnalare che Harvest (sempre lui!) fu stampato in un considerevole numero di copie per quel mercato (in Libano, per l'esattezza). Bisognerebbe valutare il bacino d'utenza: ad esempio, es.wikipedia.org/wiki/Neil_Young, è sì quinta, ma non è un risultato eccezionale, considerato che ingloba quasi tutta l'America Latina; del resto, in quel mercato Young non ha mai avuto grossissimi successi, a parte quello discreto di Everybody Knows This Is Nowhere in Venezuela e Hawks & Doves in Messico.
     
 

 
     
Altre curiosità? La pagina in lingua cinese è al diciassettesimo posto; ma potrete trovare tante altre lingue asiatiche, o il malgascio, o le varie lingue slave, oppure bretone, catalano, esperanto, thai, latino…
In tanti casi le notizie biografiche sono ridotte veramente all'osso, talvolta viene riportata solo la discografia (e non sempre completa), ci sono errori, inesattezze, sono carenti gli aggiornamenti.
La pagina italiana? Non è male, comprensiva di biografia e varie sezioni dedicate a vita privata, strumentazione, curiosità, discografia (con segnalazione di alcune cover in italiano), opere letterarie, riconoscimenti ed onorificenze.
Non rimane che segnalare un paio di altre lingue nostrane, sardu e lumbaart. Ah, il campanilismo! In attesa di trovare altri modi per misurare la popolarità dello zio Neil, cerco una sua foto intento a mangiare scaglie di Parmigiano-Reggiano… giuro che se la trovo creo subito pr.wikipedia.org/wiki/Neil_Young!!!

(www.rockinfreeworld.com)

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Floating in a stream
Neil Young, Spotify e lo streaming

Neil Young e lo streaming, un amore mai sbocciato. Le battaglie del canadese per sensibilizzare i fruitori di musica alla qualità dell'ascolto, hanno fatto sì che nel dicembre 2017, dopo la disastrosa esperienza Pono (un costoso lettore portatile di musica digitale ad alta risoluzione), Young lanciasse il suo neilyoungarchives.com, dove potere ascoltare tutta la sua sterminata discografia, dapprima gratis, successivamente con un abbonamento ad un costo contenuto, in un primo momento solo da computer, in attesa di essere disponibile anche su smartphone. Arrivati in ritardo sulle varie piattaforme, rispetto a tanti colleghi, i suoi dischi vennero rimossi, dal luglio 2015 al novembre 2016, in modo quasi totale: quasi, perché i dischi dell'era Geffen rimasero, e anche perché quelli Reprise furono poi resi disponibili all'ascolto almeno su Tidal.
Storia più recente, la causa con Spotify per diritti d'autore mai pagati.
Proprio Spotify però, ci viene in aiuto per capire quanto "vendano in streaming" i lavori di Young.
Cerchiamo di chiarire il virgolettato. Da ormai diciotto anni consecutivi le vendite degli album calano vertiginosamente, e ormai siamo a livelli degli anni '60, quando però uscivano molti meno dischi. Si è passati dai 785 milioni del 2000 ai 169 del 2017, venduti in totale negli States.
Per gonfiare un po' le cifre, con la scusa di verificare così il grado di popolarità di un artista, l'industria musicale ha iniziato ad usare i numeri derivanti dallo streaming e sommarli a quelli delle vendite "fisiche" e dei download; così, come già da alcuni anni ogni 10 canzoni scaricate di un album, anche la stessa canzone, equivalgono ad un album venduto, per lo streaming si è stabilito che 1.500 streams di una canzone equivalgono ad un album "venduto". Molti paesi adottano ormai il sistema vendite fisiche + download + streaming anche per le certificazioni a Oro e Platino (e presto verranno probabilmente aggiunti anche i video visti su YouTube). Va da sé che gli artisti giovani che vanno per la maggiore, sfornando singoli di successo, in questo modo spopolano nelle classifiche, relegando le vecchie glorie ai margini. E' interessante fare il confronto, nei pochi paesi che le hanno a disposizione entrambe, tra le classifiche SPS (sales plus streaming) e quelle Pure Sales: spesso, se non sempre, in testa alla prima vi sono nomi che sono molto in basso nella seconda.
Ma a noi interessa Neil Young e conoscere quanti dischi ha venduto con lo streaming nel 2018 e in totale. Il suo sito mostra settimanalmente una classifica per gli albums e una per le canzoni, ma non ci sono cifre. Ecco qui l'aiuto di Spotify: brano per brano, è possibile sapere il totale degli streams. E' sufficiente (si fa per dire, è un lavoro lungo e noioso) fare il totale delle canzoni di un album e poi dividere per 1500 per avere un primo numero. Sappiamo (da un rapporto del 2018 della IFPI, la Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica) che su 272.000.000 di utenti del servizio in streaming, 157.000.000 sono utenti Spotify, quindi la formula è fatta.
Di seguito ci sono le seguenti classifiche: una relativa agli ultimi dodici mesi per gli album, quella totale, sempre per gli album, e quella delle singole canzoni (questa, a differenza delle altre due, riferita solo a Spotify).

Bisogna tenere conto di vari fattori:
1) dati ufficiali non ce ne sono, quindi questo lavoro va inteso come una finestra sulle vendite streaming di Young, senza la pretesa di avere la verità in tasca, giusto per averne un'idea che si avvicini il più possibile alla realtà, partendo dai dati crudi di Spotify e non avendone dalle altre piattaforme
2) prima del 2018 il rapporto utenti Spotify / utenti globali era 132 a 212
3) le raccolte (Decade, Lucky Thirteen, Greatest Hits, Archives Vol. 1) non sono in classifica, perchè le canzoni possono essere calcolate una sola volta ed è stato scelto di farlo per gli album d'origine
4) per il motivo di cui sopra, alla voce Storytone - deluxe, è conteggiata solo la parte acustica
5) gli album doppi sono contati come singoli. Vale a dire, il totale diviso 1500, ma non ulteriormente diviso per 2
6) Live At Massey Hall 1971 non è su Spotify, in questo caso è stato estrapolato da Archives Vol. 1, e i dati disponibili sono solamente quelli totali e non quelli relativi agli ultimi 12 mesi; anche per Live At The Fillmore East, seppur questo reperibile separatamente da Archives Vol. 1, abbiamo disponibili solo i dati totali
7) oltre a Live At Massey Hall 1971, altre Archives Performance Series non sono su Spotify e quindi non sono in queste classifiche
8) i dati sono stati raccolti nei primi dieci giorni dell'ottobre 2018 e confrontati con quelli raccolti a metà ottobre 2017

Dando uno sguardo alle classifiche, come prevedibile, Harvest stravince, soprattutto trascinato dal singolo Heart Of Gold. Ma tutte le sue canzoni sono sopra il milione di streams (ricordiamo, nel caso delle singole canzoni abbiamo preso in considerazione solo Spotify), cosa che accade ad altri due dischi: Harvest Moon e After The Gold Rush (a On The Beach manca, ma per un pelo, Motion Pictures). Lo stesso After The Gold Rush è stato superato nella classifica degli albums da Rust Never Sleeps. Nelle due charts possiamo vedere quanto è importante avere una canzone trainante: Heart Of Gold (Harvest), Harvest Moon (l'album omonimo), My My Hey Hey (Rust Never Sleeps), Rockin' In The Free World (Freedom); Like A Hurricane da sola vale ben più della metà di American Stars'n'Bars, e lo stesso si può dire di Razor Love in Silver & Gold e Cortez The Killer in Zuma. Ben 76 canzoni hanno superato la soglia del milione, qui sono diventate 77 perché abbiamo inserito, a mo' di curiosità, Campfire, duetto con DRAM tratto dalla colonna sonora del film Bright. Bene hanno fatto, nel ranking album relativo agli ultimi dodici mesi, i recenti The Visitor, Roxy e Paradox. Nel computo totale, Hitchhiker è ormai ad un passo dalla Top Ten. Stupiscono in positivo Old Ways e Trans, in negativo Prairie Wind, Psychedelic Pill e Le Noise, ma si entra nel campo delle aspettative soggettive e qui ci fermiamo.
Dopo tutti questi dati, queste formule, queste cifre, non vi sentite anche voi "like a leaf floating in a stream"?

 

 
 
     
 

 
 
     
 

 
 
     

(www.rockinfreeworld.com)

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Neil Young / Greatest Hits: le certificazioni e le copie vendute nel mondo

Terza compilazione retrospettiva della carriera del canadese, include per lo più brani degli anni ’70, e da quando è uscita sul mercato nel novembre 2004 ha iniziato a “uccidere” le vendite degli altri album del catalogo younghiano. Solo Harvest in Italia e Francia continua tutt'oggi ad avere più successo.
Facciamo un po’ di chiarezza nei dati riguardanti le vendite nel mondo del Greatest Hits di Neil Young.
Negli U.S.A. ha venduto oltre 1.600.000 copie (fisiche+download), sarebbe quindi vicino alla certificazione Doppio Platino. Nel vicino Canada ha venduto oltre 270.000 copie e nel giro di pochi anni sarebbe eleggibile a Triplo Platino. Il fatto è che, almeno negli States, la Warner Bros. Records dimostra di non avere più interesse nei confronti delle certificazioni (che non sono automatiche: le case discografiche pagano la Recording Industry Association of America per ottenerle). Gli ultimi dischi di Young a beneficiare di una certificazione (Gold al traguardo delle 500.000 copie) sono Prairie Wind e Greatest Hits (gennaio 2006).
Negli States il miglior piazzamento in classifica è stato il 27° posto, mentre in Canada il 21°; in seguito, di tanto in tanto è rientrato nella Top 200. Tuttavia dal dicembre 2014 Billboard ha cambiato il sistema di conteggio per compilare le graduatorie rendendo tutto più difficile. Alla somma degli album “fisici” e digitali (scaricati dalle varie piattaforme digitali) vengono aggiunti i singoli brani vendibili separatamente (ogni volta che vengono venduti 10 brani viene conteggiata 1 copia come album, ma i brani possono anche essere gli stessi conteggiati più volte) e persino lo streaming (1.500 brani danno diritto a 1 album da conteggiare).
Quasi tutti i paesi sono ormai allineati su questa cervellotica decisione, anche se cambiano i criteri: in Italia, ad esempio, gli stream dei brani devono essere 100. Ovviamente, trattandosi di un'antologia, questo disco viene penalizzato nelle classifiche perché le canzoni in streaming vengono conteggiate per l’album di origine (per esempio, “Old Man” viene conteggiato per Harvest). Nel mercato online una delle maggiori piattaforme è iTunes, e Greatest Hits è costantemente nelle posizioni alte in Nuova Zelanda, Israele, Finlandia, Australia e Canada.
Ormai, dunque, parlare di “classifiche di vendita” ha poco senso e le polemiche sono divampate subito furiose con il malcontento tra i chartofili che non accenna a diminuire nemmeno dopo più di un anno. L’agonizzante industria discografica (785 milioni di album venduti nel 2000, 241 milioni venduti nel corso del 2015) si difende sostenendo che, con queste nuove modalità, si ha una più chiara fotografia del successo di un album. Il vicepresidente della sezione chart di Billboard, Silvio Pietroluongo, ha dichiarato: “ora siamo in grado di offrire uno sguardo sulla fruizione dei dischi a prescindere dall’acquisto o dal mero possesso”.
È altrettanto ovvio, però, che le nuove regole vanno a discapito di chi non “fabbrica” singoli che vengono ascoltati più e più volte; sicuramente la vecchia guardia non ha beneficiato di questo cambiamento. Se poi consideriamo che Young ha tolto i suoi dischi Reprise (ma non quelli Geffen) da Spotify ed altre piattaforme digitali…
È interessante seguire la parallela Billboard Top 100 Album Sales, che equivale oggi alla classifica con le vecchie regole: i dischi che qui sono nelle prime posizioni spesso figurano molto indietro nella principale Billboard Top 200, e viceversa. Un esempio? The Monsanto Years (l'album del 2015 di Young) si è piazzato al 21° posto nella Top 200 ma 12° nella Top Sales. Bluenote Cafè (live della serie Archivi, uscito sempre nel 2015), rispettivamente 89° e 54°.
In Europa, Greatest Hits ha appena ricevuto il Platino in Germania per le 200.000 copie vendute. È certificato Platino pure in Inghilterra (300.000 copie) e in Irlanda (15.000), mentre in Belgio ha raggiunto lo status Oro con 25.000 copie vendute. I migliori risultati di classifica sono stati l’8° posto in Irlanda e il 10° in Norvegia. In Italia potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo in mancanza di dati ufficiali) aver venduto intorno alle 45.000 copie. Alla fine del 2014 è stato certificato Platino dall’International Federation of the Phonographic Industry per 1.000.000 di copie vendute in totale sul territorio europeo.
Dal mercato asiatico dovrebbero arrivare circa 100.000 copie e lo stesso dicasi per il Sud America (stime molto conservative).
In Oceania le vendite sono ottime: Doppio Platino in Nuova Zelanda (30.000 copie, 9° posto) e Platino in Australia (per 70.000 copie vendute, ma la cifra è ormai raddoppiata).
Il totale delle copie vendute nel mondo dovrebbe aggirarsi quindi sulle 3.400.000 unità. Questo colloca il Greatest Hits del canadese tra i maggiori successi, dopo Harvest, After The Gold Rush, Decade, Everybody Knows This Is Nowhere, Harvest Moon e Rust Never Sleeps.
Per i più curiosi: ricordate il Greatest Hits edito in vinile in Oceania nel 1985 e successivamente in Germania in compact disc? Lungi dal conoscere quante copie furono stampate per il mercato europeo, vi basti sapere che è stato certificato Gold in Australia (all’epoca 50.000 copie) e Platinum in Nuova Zelanda (15.000 copie).

(da csnyrockinfreeworld.blogspot.it/2016/03/neil-young-greatest-hits-le.html)

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Harvest: le certificazioni e le copie vendute nel mondo

Finalmente! Finalmente un riconoscimento per Neil Young anche dall'industria discografica italiana!
Alla fine di luglio è arrivata una certificazione a Disco d'Oro per Harvest, uno dei dischi che hanno fatto la Storia della musica rock.
Attualmente, in Italia, Disco d'Oro significa 25.000 copie vendute.
Ma come? Possibile che Harvest abbia venduto solo 25.000 copie in Italia dal 1972?
Infatti non è così. In Italia è la FIMI che rilascia le certificazioni, avvalendosi dei dati della GfK che ha il compito di rilevare le vendite al dettaglio sul territorio nazionale. Tutto ciò avviene dal gennaio 2009, mentre prima era la Nielsen ad occuparsi dei rilevamenti.
Quindi, le 25.000 copie in questione sono calcolate dal gennaio 2009. Significa che Harvest sta vendendo ancora al giorno d'oggi annualmente quasi 4.000 copie, che non è male, considerando la crisi del mercato discografico e considerando che in tutto questo periodo Harvest è sempre rimasto al di fuori della Top 100.
Purtroppo non è dato sapere quanto Harvest abbia venduto dall'uscita ad adesso. Dati ufficiali non ne esistono e nemmeno sono conosciute certificazioni provenienti dai decenni passati. Si possono però fare delle stime, e non è azzardato parlare di una cifra attorno o anche superiore alle 300.000 unità.
Durante questi 43 anni, Harvest ha fatto incetta di certificazioni un po' in tutto il mondo. Ora sembra un po' dimenticato dalle case discografiche, soprattutto dopo l'uscita nel 2004 di Greatest Hit, il disco del catalogo younghiano che più vende annualmente.
Oltretutto solitamente le certificazioni non sono automatiche, vanno richieste e pagate agli enti che le rilasciano, e a quanto pare la Reprise e la WEA non hanno interesse in questi riconoscimenti, per quel che riguarda Young, ma è un discorso generale di tutte le label nei confronti dei dischi di catalogo, preferendo ovviamente pubblicizzare le nuove uscite.
In rapida carrellata abbiamo il Disco di Diamante ricevuto in Francia nel 2001 (1.000.000 di copie), il 7 volte Platino in Australia (490.000), il 5 volte Platino in Canada (500.000), il 4 volte Platino negli U.S.A. (4.000.000) e in Nuova Zelanda (60.000), il 3 volte Platino in Inghilterra (900.000), il 3 volte Oro in Germania (750.000), il Platino in Spagna (100.000), Belgio (50.000) e Svizzera (50.000). Quasi tutte queste certificazioni sono datate (ad esempio negli States ormai si dovrebbe essere intorno ai 7.000.000), ma come abbiamo spiegato prima, difficilmente verranno aggiornate; in alcuni casi sono incomplete (in Inghilterra viene considerata un'edizione del 1984, in Germania le vendite sono quelle successive al 1975). Vendite notevoli, seppur senza mai aver avuto certificazioni, arrivano da Norvegia, Grecia, Finlandia, Olanda, Svezia, Giappone, Sud Africa…
Il totale dovrebbe (sempre di stime si tratta) aggirarsi intorno ai 17.000.000 di esemplari venduti!

(da csnyrockinfreeworld.blogspot.it/2015/08/harvest-le-certificazioni-e-le-copie.html)

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Further and further on down the numbers

Un milione e cinquecentomila copie vendute nel mondo!
Non esaltatevi e non eccitatevi, però, perché è la cifra totale raggiunta dai dischi di Young usciti nel nuovo decennio, sommandoli tutti da Le Noise a Storytone.
Ora, è vero che le vendite dei dischi sono ormai ridicole (dal 2000 al 2014 una riduzione del mercato discografico dell'80%!!!) però qualche domanda alla Reprise se la staranno ponendo, anche perché specialmente il 2014 è stato commercialmente per il canadese un vero e proprio flop.
In questi ultimi anni qualche riconoscimento dall'industria musicale (e non solo) è arrivato:
Le Noise è stato certificato Gold in Canada (ma Americana ha venduto ben di più) approfittando dell'appeal della coppia Young/Lanois, Angry World ha procurato un Grammy nel 2011 come Miglior Canzone Rock, Neil è stato insignito del Premio MusiCares Person of the Year e del President's Merit Award, ha suonato alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici a Vancouver.
Young ha presenziato in vari programmi televisivi, da Conan O'Brien al Colbert Report, al Tonight Show.
È stato ospite in serate di gala in onore di musicisti quali Paul McCartney, Bruce Springsteen e Willie Nelson, prossimamente sarà a quella dedicata a Bob Dylan.
Ha contribuito ad organizzare le varie edizioni del Farm Aid e del Bridge School Benefit.
È stato in tour in mezzo mondo, manifestando, testimoniando e suonando anche in favore dell'ecologia.
Ha jammato, live o in studio, con i Pearl Jam, con Dave Grohl, con i Black Keys, con i My Morning Jackets, con Jerry Lee Lewis, con Elton John, con Willie Nelson, con Jack White, con Norah Jones, con i Beach Boys; ha saltuariamente ritrovato Crosby, Stills, Nash e addirittura i Buffalo Springfield.
Ha creato un servizio musicale digitale ad alta qualità quale Pono.
Ha inciso tre dischi nuovi di studio, due live dal passato, due album di covers, scritto due libri.
Nessun altro dei "Grandi" è attivo come lui. Nessuno.
Eppure non vende.
Indipendentemente dalla qualità dei dischi, non vende.
L'album 1989 di Taylor Swift ha venduto 1.300.000 copie nella settimana di uscita, solo negli Stati Uniti.
L'ultimo disco di Young a superare questa quota negli U.S.A. è il Greatest Hits, ora verso 1.600.000 copie (in 10 anni), altrimenti bisogna risalire ad Harvest Moon (ben oltre 2.000.000 in 22 anni) e più indietro ancora si risale ai seventies.
Tornando al nostro milione e mezzo di inizio articolo, va così ripartito: Le Noise 350.000, A Treasure 100.000, Americana 350.000, Psychedelic Pill 360.000, Live At The Cellar Door 135.000, A Letter Home 100.000, Storytone 65.000. Sono stime, non dati ufficiali, e bisogna calcolare che Storytone è uscito solamente da poco più di un mese.
Guardiamo allora, e questi sì che sono dati ufficiali, le copie vendute negli U.S.A. nella settimana d'esordio (nella seconda, mediamente, il calo è tra il 50 e il 70%): Le Noise 31.000, A Treasure 16.000, Americana 44.000, Psychedelic Pill 35.000, Live At The Cellar Door 24.000, A Letter Home 16.000, Storytone 11.000. E riportiamo anche i picchi in classifica: 14° Le Noise, 29° A Teasure, 4° Americana, 8° Psychedelic Pill, 28° Live At Cellar Door , 13° A Letter Home, 33° Storytone.
Per fare qualche paragone, i recenti Jackson Browne (15°), John Mellencamp (18°) e Lucinda Williams (13°) hanno venduto ciascuno 20.000 copie all'esordio, l'undicesimo volume delle Bootleg Series di Dylan 21.000 (sommando le due edizioni), il box live del 1974 di CSN&Y 24.000 (sommando le varie edizioni), Willie Nelson 37.000 (5°), Bob Seger 60.000 (3°), Tom Petty 131.000 (1°).
È evidente che proprio in particolare con Storytone qualcosa non ha funzionato; elenco alcune possibili cause in ordine sparso: troppi dischi pubblicati, il fastidio creato alle grandi corporations con la battaglia sull'ecologia (corporations che controllano i quotidiani che hanno stroncato il disco, quotidiani nemici ormai fin dai tempi di Living With War), la cattiva pubblicità derivata dal divorzio con Pegi e la storia con Daryl Hannah (con relativi servizi sui giornali scandalistici… Neil Young! A quasi settanta anni!), i tour fatti troppo presto rispetto all'uscita del disco, l'ennesima scaletta del disco sbagliata (personalmente credo non ne abbia azzeccata una dalla scomparsa di David Briggs), i fans ancora disorientati dal disco precedente ("belle canzoni, ma perché registrarle così male?", oppure "che bisogno c'era di un altro disco di covers a nemmeno due anni da Americana?"), lo streaming completo del disco (quanti download illegali ne saranno stati fatti?) ben prima della data di uscita prevista.
Peccato, perché ritengo Storytone un grande album, sia nella parte orchestrale che in quella acustica, ma perché Who's Gonna Stand Up? nella versione live + overdubs non è stata inserita?
Come al solito, con Young si ha la sensazione dell'occasione persa, si pensa più a quello che avrebbe potuto essere che a quello che è stato, ma d'altra parte, chi come me lo segue dagli anni '70, conosce bene pregi e difetti del personaggio!
Insomma tirando le somme il disco più venduto di Neil Young quest'anno è stato il Greatest Hits!
Per vendere un milione e mezzo di copie nel mondo ci son voluti cinque anni e sette dischi: l'ultimo album del canadese a raggiungere questa cifra da solo è stato Mirror Ball, a parte il solito Greatest Hits che ha ormai superato globalmente i 3.000.000, mentre Harvest rimane irraggiungibile attorno ai 16.000.000.
Da qualche parte ho letto: "ogni volta che ascoltate Taylor Swift, Neil Young muore un po'. Per favore, non uccidete Neil Young".

(da www.csnyrockinfreeworld.blogspot.it)

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Roll Another Number 2013: Neil Young In Classifica

Un disco nuovo, dischi vecchi in classifica, nuove certificazioni, dati di vendita: roll another number!

Per parlare dei dischi di Neil Young in classifica nel 2013 dobbiamo giocoforza partire dalla fine, vale a dire da Live At The Cellar Door, Volume 2,5 delle Archives Performance Series, unica novità dell'anno nella sterminata discografia del canadese.
A livello di posizioni raggiunte diciamo che si colloca alle spalle dell'APS 03 Live At Massey Hall 1971 (che riscosse un grande successo, specialmente oltreoceano) e dell'APS 09 A Treasure, giusto un po' meglio dell'APS 00 Sugar Mountain / Live At Canterbury House 1968 e dell'APS 02 Live At The Fillmore East 1970. Il Volume 12 della serie, Dreamin' Man Live '92 passò quasi inosservato, mentre il Volume 01 Live At The Riverboat 1969 è reperibile praticamente solamente all'interno del mega-box Archives Vol. 1.

Negli Stati Uniti, Live At The Cellar Door, ha esordito al 28° posto e ha venduto nelle prime tre settimane circa 49.000 copie (ad inizio 2014 è comunque ancora nella Top 200 di Billboard); interessanti sono le posizioni raggiunte nelle classifiche Folk (due settimane al primo posto), Vinile (secondo posto) e Rock Album (terzo). Le copie vendute in Canada, dove ha esordito al 47° posto, alla fine del 2013 sono poco più di 3.500.

Il mercato europeo ha mostrato un discreto interesse, pur senza risultati eclatanti: 15° nella Top 40 Internazionali in Croazia (fuori dalla Top 50 che combina locali e stranieri), 30° in Ungheria (ma raggiunge il 23° nel 2014, ed è l'unico disco di Young mai entrato nella Top 40 ungherese, che esiste però da soli dieci anni), 35° sia in Olanda (è ancora nella Top 100) che in Svezia, 45° in Germania, 57° in Inghilterra (circa 8.500 copie vendute nelle due settimane nella Top 200), 61° nella Top 200 delle Fiandre (charts separate in Belgio, per Fiandre e Vallonia, dove ha raggiunto la pozione n° 156; comunque ancora in classifica in entrambe le regioni) e nella Top 75 in Austria, 68° in Irlanda, 77° in Svizzera, 120° in Francia. E l'Italia? Nulla!

Al di fuori dell'Europa ha raggiunto la sua posizione migliore: in Israele ha scalato la Top 30 della classifica di Musicaneto (considerata un po' la classifica semi-ufficiale di quel paese) fino al numero 5.
In Giappone è stato tre settimane nella Top 300, ha raggiunto la posizione n° 79 ed ha venduto 2.669 copie.

Il 2013 ha visto in varie charts ancora Psychedelic Pill, uscito sul finire dell'anno precedente e supportato da Tour in Oceania e Europa. A gennaio era in classifica in Australia, Norvegia, Finlandia, Irlanda e Israele; a febbraio in Olanda e Croazia; a marzo in Australia, Nuova Zelanda, Germania e Fiandre; in aprile in Austria; in giugno in Germania, Olanda, Irlanda e Fiandre.

Anche l'altro disco del 2012 con i Crazy Horse, Americana, è tornato brevemente in classifica, nelle Fiandre.

Il best-seller younghiano di sempre, Harvest, continua a vendere tanto in Francia: anche quest'anno è stato per ben 15 settimane nella Top 250 transalpina. Apparizioni anche nella Top 200 inglese, nella Top 40 International in Croazia e nella Top Backcatalogue olandese.

Il best-seller recente è invece Greatest Hits: un paio di settimane nella Top 200 di Billboard (ormai siamo, negli U.S.A., a 1.500.000 copie vendute, circa 70.000 quest'anno), otto settimane nella Top 100 australiana (44° disco di catalogo del 2013, nella terra dei canguri), otto anche nella Top 100 irlandese.
Anche due esordi (!!): nella Top 250 francese e nella Top 100 svizzera. Beh, aspettare nove anni per entrare in classifica non è male… In Francia è stato anche alcune settimane davanti a Harvest, impensabile solo fini a dodici mesi fa.
È stato nella Top 50 Backcatalogue di Fiandre (parecchie settimane), Olanda (alcune settimane) e Vallonia (una settimana).
Nel natìo Canada è stato praticamente tutto l'anno nella Top 150 Backcatalogue (con vendite che spesso gli avrebbero permesso di essere nella Top 200, ma le classifiche ora sono separate): quasi 250.000 copie vendute in totale, 20.000 quest'anno; facendo le debite proporzioni, è come se negli Stati Uniti ne vendesse 200.000 (il mercato canadese è circa un decimo di quello americano).
Sia negli U.S.A. che in Canada è ancora Disco d'Oro (500.000 e 50.000 copie rispettivamente), ma evidentemente la WEA non ha intenzione di spendere i soldi per ricertificare la raccolta (potrebbe essere almeno Platino in America e Doppio Platino in Canada).
È stato invece certificato Disco di Platino (almeno 300.000 copie realmente vendute, non spedite, più avanti riprenderemo il discorso) in Inghilterra il 22 luglio.

L'unico altro disco di Young in classifica nel 2013 è l'Official Release Series Vol. 1-4, n° 40 in Croazia (Top Internazionale).

Inaspettatamente ci sono stati un paio di rientri in classifica del Box dedicato ai Buffalo Springfield, in Corea ed in Inghilterra, mentre in Francia ha addirittura esordito il primo Buffalo Springfield (al 122° posto).

Passando a CSNY, Déjà Vu è stato in classifica in Croazia (29° nella Top Internazionale) e cinque settimane nella Top 100 Backcatalogue francese.
Nel Regno Unito è stato certificato Disco d'Oro (100.000 copie) per un'edizione del 1994.

Di un paio di certificazioni abbiamo già parlato. Ce ne sono altre, quest'anno, tutte targate U.K.: in Inghilterra, proprio da quest'anno è cambiato il criterio di assegnazione. Non i livelli (60.000 Silver, 100.000 Gold e 300.000 Platinum), ma il fatto che ora ci si basa sulle vendite effettive e non sulle spedizioni ai negozi. Inoltre le certificazioni avvengono automaticamente al raggiungimento della cifra richiesta e non sono le case discografiche a doverle richiedere (pagando). Le vendite però sono conteggiate dal 1994. Confusione? Parecchia!
Tuttora non sappiamo quanto abbia venduto Dèjà Vu prima del 1994, anche perché l'organizzazione preposta alle certificazioni, la B.P.I., non prende in considerazione i dischi usciti prima del 1973. Infatti, qui avevamo già After The Gold Rush due volte Platino (nel 2004, 600.000 copie) ma non si sa per che edizione e Harvest tre volte Platino (nel 2008, 900.000 copie) ma per un'edizione del 1984. Ora a questi si aggiunge Everybody Knows This Is Nowhere, certificato Argento a luglio per un'edizione del 1989 ma con le 60.000 copie conteggiate dal 1994!!! Anche due dvd hanno ricevuto l'award: sono d'Oro (25.000 copie, in questo caso) Rust Never Sleeps (per un'edizione del 2005) e Heart Of Gold.

Parlando di dvd si può finalmente parlare bene dell'Italia! Sono stati nella Top 20 Journeys (undici settimane, salito fino alla posizione n° 2), Silver & Gold (una settimana, 13), il bootleg Neil Young & Crazy Horse Live (sette settimane, 12) e Dèjà Vu / Live (una settimana, 18).
In Canada abbiamo avuto nella Top 50 i bootlegs Live At The Wembley Stadium 1974 (quattro settimane, 26 come miglior posizione raggiunta, 2.314 copie vendute in totale con l'anno precedente), Spanish Kisses (nove, 22, 497) e Hold Back The Tears / Live in Concert 2012 (tre, 39, 227).
In Inghilterra, abbiamo detto di Heart Of Gold e Rust Never Sleeps, ma in classifica sono andati invece Journeys (tre settimane, 10) e Year Of The Horse (otto settimane, 5).
Journeys è stato un paio di settimane in classifica anche in Irlanda (raggiunta la posizione n° 4), Finlandia (7°) e Svezia (17°; in Svezia anche una settimana per Live At The Wembley Stadium 1974, 12°). In Olanda Hold Back The Tears / Live in Concert 2012 è stato cinque settimane nella Top 40 Dvd (20° il miglior piazzamento) e in Australia Rust Never Sleeps è rientrato nella Top Dvd per cinque settimane, per un totale di 21 (il picco fu un 13° posto nel 2009, il 21° nel 2013).

Cosa aspettarsi dal 2014? Il disco di cover registrato negli studi di Jack White, forse un altro capitolo delle Archives Performance Series, possiamo sognare Toast o il secondo Volume degli Archives.
Roll another number…!!!

(da www.csnyrockinfreeworld.blogspot.it)

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Neil Young & Crazy Horse - Psychedelic Pill - I Dati delle Vendite

Il 2012 è stato sicuramente un anno positivo per Neil Young. Certo, dimentichiamoci le vendite di Adele, anche di Springsteen, ma comunque il canadese vende ogni anno nel mondo circa 1.000.000 di dischi in totale tra eventuale album nuovo e (vasto) catalogo. Non mi sembra poco. Abbiamo avuto due dischi in pochi mesi, entrambi con i Crazy Horse.


Mediamente i dischi di Young vendono negli U.S.A. circa il 35% del totale, sommando le vendite di Inghilterra, Canada e Australia si arriva al 50%. Nel caso specifico, Americana ha venduto in proporzione molto di più negli Stati Uniti (ancora di più in Canada) rispetto al resto del mondo, Psychedelic Pill ha venduto e sta vendendo molto meglio in Europa.
Comunque entrambi sono andati bene in molte charts; paragoniamo queste a quelle del passato, inutile paragonare le vendite visto che di dischi se ne vendono sempre meno.

Sia negli States (in Canada chiamano così gli Stati Uniti d'America, citazione dello stesso Young…) con Americana quarto e Psychedelic Pill ottavo, che nel paese natìo (Americana secondo, cinque settimane nei primi dieci, Psychedelic Pill settimo) hanno raggiunto entrambi la top ten. Era successo negli anni '70 di avere due dischi top ten in U.S.A. nel giro di dodici mesi con Comes A Time (settimo nel 1978) e Rust Never Sleeps (ottavo nel 1979). Contandone anche tre come CSNY, Neil Young ha avuto tredici albums nella top ten diventando il miglior canadese di questa speciale classifica, precedendo i Rush (dodici) e Celine Dion (undici). Il quarto posto raggiunto da Americana è addirittura la miglior posizione dai tempi di Harvest, che rimane il suo unico number one. Gli altri albums a raggiungere la top ten sono stati After The Gold Rush ottavo, Sleeps With Angels nono, Mirror Ball quinto, Are You Passionate? decimo, Live At Massey Hall 1971 sesto.


Anche nella classifica riservata agli artisti internazionali in Croazia (settimo e quinto), nelle Fiandre (settimo e sesto; in Belgio ci sono due classifiche separate per Fiandre e Vallonia) e in Irlanda (quarto e nono) entrambi i dischi sono entrati nei primi dieci.
In Germania Psychedelic Pill ha raggiunto la posizione numero quattro, esattamente la stessa di Harvest. Altri top ten furono Mirror Ball, Silver & Gold e Greendale. Americana ha raggiunto la posizione numero undici.
In Norvegia solo Psychedelic Pill (sesto) è stato tra i primi dieci, mentre Americana si è fermato alla posizione numero undici. Suona un po' strano perché era dai tempi di Harvest Moon che ogni disco di studio del canadese entrava nella top ten; possiamo "scusarlo" per il fatto che è un disco di covers e non di brani di Young? Harvest rimase nella top ten per quaranta (!) settimane delle quali tredici al primo posto!
In Svezia Psychedelic Pill è l'ennesimo album di Young ad entrare nella top ten: settimo. Undicesimo posto per Americana.
In Austria Psychedelic Pill è arrivato all'undicesima posizione, Americana alla quattordicesima. Solo Greendale (che arrivò alla decima posizione) ha fatto meglio. Sleeps With Angels arrivò alla dodicesima, Unplugged alla tredicesima.
In Vallonia Psychedelic Pill è arrivato fino al ventesimo posto, Americana al ventitreesimo. A parte Greendale che si arrampicò fino al decimo posto, bisogna tornare indietro alla metà degli anni '90 per trovare qualcosa di meglio.
In Danimarca Psychedelic Pill ha sfiorato la top ten fermandosi alla posizione numero undici. Qui le top ten recenti si chiamano Greendale, Prairie Wind e Le Noise. Americana ha raggiunto la posizione numero diciassette.
In Finlandia abbiamo Psychedelic Pill al diciottesimo posto e Americana al diciannovesimo. Non si ha un disco top ten dai tempi di Are You Passionate? e più indietro ancora bisogna arrivare a Sleeps With Angels.
Anche in Francia Psychedelic Pill (diciannovesimo) ha fatto meglio di Americana (ventisettesimo). A parte Chrome Dreams II che salì fino al nono posto, ogni anno in Francia il disco di Young più venduto è costantemente Harvest: nel 2001 fu certificato Disco di Diamante (1.000.000 di copie vendute) e dovremmo essere ormai attorno al milione e mezzo di copie, anche se non più tardi di un paio di mesi fa la mitica rivista Rock & Folk parlava di oltre 2.000.000.
In Italia ci sono stati due top ten (Greendale e Prairie Wind) nella scorsa decade, da allora Psychedelic Pill (diciannovesimo) è il disco che si è comportato meglio. Trentaduesimo posto per Americana.
In Olanda i dischi top ten di Young si chiamano After The Gold Rush, Harvest, On The Beach, Tonight's The Night, Zuma, American Stars'n'Bars, Comes A Time, Sleeps With Angels e Live At Massey Hall 1971. Psychedelic Pill è andato vicinissimo ad entrare nel "club": si è fermato all'undicesimo posto; Americana è arrivato al quindicesimo.
La quattordicesima posizione di Americana in Spagna è la migliore dai tempi di Zuma (!). Psychedelic Pill si è fermato alla venticinquesima.
Psychedelic Pill in Svizzera è arrivato fino al dodicesimo posto: è il miglior risultato in assoluto in quel paese da quando ci sono classifiche ufficiali. Oltre a Psychedelic Pill solo Sleeps With Angels (tredicesimo) ha fatto meglio di Americana (diciassettesimo).
Il quattordicesimo posto di Psychedelic Pill è il miglior risultato in Inghilterra dai tempi di Silver & Gold (che rimane l'ultimo top ten di Young nel Regno Unito). Americana è arrivato al sedicesimo posto.
In Australia, per trovare una posizione migliore di quella raggiunta da Psychedelic Pill (la ventottesima), bisogna risalire fino al Greatest Hits (che fu venticinquesimo) o, parlando di un disco di canzoni nuove, fino a Mirror Ball che fu quarto, vale a dire il miglior risultato dopo Harvest (che fu primo). Americana è arrivato alla trentaquattresima posizione.
Più o meno lo stesso discorso in Nuova Zelanda: Psychedelic Pill ventesimo, miglior risultato dai tempi di Mirror Ball (decimo) a parte il Greatest Hits (nono). Americana ventiseiesimo.
Americana è arrivato al diciannovesimo posto nella Repubblica Ceca e al venticinquesimo in Slovenia, mentre non ci sono riscontri nelle classifiche ufficiali rimanenti, quelle di Portogallo, Grecia, Polonia e Ungheria mercati peraltro molto piccoli. Poco significative le vendite in Asia, Sud America e Africa, ma dati curiosi si possono trovare nelle varie classifiche di iTunes (kworb.net/itunes/neilyoung.html).


Parlando di numeri, abbiamo negli Stati Uniti le 171.000 copie vendute di Americana (circa 330.000 nel mondo) e le 104.000 di Psychedelic Pill (circa 285.000 nel mondo). Psychedelic Pill sta vendendo ancora bene in alcuni paesi europei.


Bisogna aggiungere che il Greatest Hits ha venduto circa 100.000 copie nel 2012 nei soli Stati Uniti ed è saltuariamente in classifica anche in Australia e Irlanda; Decade e Harvest Moon sono comparsi per qualche settimana nella speciale classifica dei dischi di catalogo più scaricati negli U.S.A.; nel corso del 2012 abbiamo avuto Official Release Series Vol. 1 / 4 in classifica in Inghilterra (per nove settimane) e in Irlanda; On The Beach, Weld e Le Noise in classifica in Croazia; di Harvest in Francia abbiamo già detto.

(da www.csnyrockinfreeworld.blogspot.it)

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