Reviews from Rock - West: books

Hud il selvaggio - Larry McMurtry (2006)

Route 66: L'America infinita - Tiziana Barbieri (2006)

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Hud il selvaggio

Larry McMurtry
(MATTIOLI 1885) 2006

Pochi giorni nella vita di Lonnie, in un anno qualsiasi degli anni 50.
Giorni qualsiasi in un anno qualsiasi della vita di una famiglia americana che vive, che cerca di sopravvivere, nell'immenso Panhandle texano.
Il Panhandle è la zona (formata da 26 contee) del Texas incastrata tra il New Mexico e l'Oklahoma, sempre spazzata dal vento. Campagna sterminata interrotta qua e là dalle staccionate che delimitano i pascoli, o da strisce di grigio asfalto che collegano le small towns sparse nel territorio.
Una vita semplice e dura, spesa tra il bestiame e la polvere che ti si appiccica addosso ad ogni istante, in attesa che la sera porti un po' di refrigerio, magari una corsa in città a bere una birra, farsi una partita a biliardo, cercare di rimorchiare una ragazza, per poi ricominciare daccapo il giorno seguente, con la speranza che i dodici mesi da un rodeo all'altro passino in fretta.
Lonnie è la voce narrante, un ragazzo in attesa di crescere, con la voglia di crescere alla svelta, perché sa, lo sente dai racconti del nonno, lo sente dai racconti di Jesse il mandriano, che fuori da lì c'è la vita che esaltata dalle luci al neon pare brillare più delle stelle o della luna.
Eppure Lonnie non è il solo protagonista: c'è nonno Homer Bannon, anziano che mai cambierebbe le sue vacche con i pozzi di petrolio che gli darebbero la ricchezza ma gli porterebbero via i sogni; c'è Jesse, ex campione di rodeo che si porta dentro una colpa che non riesce ad espiare; c'è Halmea, la cameriera nera della quale Lonnie si innamora; e poi c'è Hud, Hud il selvaggio, Hud il violento, Hud il gradasso.
O forse la protagonista è la tragedia sempre imminente che aleggia sui personaggi del racconto, che può manifestarsi in un morso di serpente a sonagli, una caduta da cavallo, uno stupro, un incidente durante il rodeo, l'afta che distrugge le mandrie, un colpo di fucile, tragedia che puntualmente arriverà alla fine e ridisegnerà il futuro di tutte le persone che gravitano intorno alla famiglia Bannon.
Protagonista è la musica, country, hillbilly, gospel, Hank Williams, Ernest Tubb, Kitty Wells, Folsom Prison Blues, I'm In The Jailhouse Now, Ghost Riders In The Sky.
Alla fine però ci si accorge che il vero protagonista è il treno che passa da sempre, poco distante dal ranch, annunciando la sera, fin quando improvvisamente una volta non trova nessuno a chiacchierare sotto la veranda di casa Bannon, e se va, fischiando solitario, sulle sue rotaie d'argento.
Finalmente tradotto per il mercato italiano, la prima stampa di Horseman, Pass By (titolo originale), risale al 1961
Larry McMurtry è insieme al quasi coetaneo Cormac McCarthy e insieme a John Steinbeck, uno dei cantori dell'ovest selvaggio. Suo è anche L'Ultimo Spettacolo, da cui Peter Bogdanovich trasse uno stupendo film, mentre nel '61 Paul Newman interpretò proprio Hud Il Selvaggio. Nella carriera di Larry McMurtry non solo romanzi, ma anche sceneggiature per il cinema, tra le quali spicca il pluripremiato I Segreti Di Brokeback Mountain.

(esclusiva www.picturesfromrock-west.it)

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Route 66: L'America Infinita


Tiziana Barbieri
(EDIZIONI PONTEGOBBO) 2006

Un viaggio lungo la Route 66 è un viaggio attraverso quello che l'America è ed è stata.
Lungo le sue 2448 miglia incontri il passato e il presente degli States: personaggi, luoghi, situazioni; d'improvviso ti trovi catapultato in un film e ti ritrovi ad osservare la ventosa Chicago (la Windy City, per l'appunto), il mid-west con le sue praterie sconfinate, i mulinelli di polvere impazzita dell'Oklahoma, la desolazione del Panhandle texano, il "far-west" del New Mexico e dell'Arizona, l'assolata California. Ci sarebbe da capire perché questo viaggio è sempre immaginato e spesso vissuto da est verso ovest e non nell'altro senso, come se quello fosse l'unico giusto, come se andando in un senso ci fosse il continuo immergersi nel sogno e nell'altro il ritrovarsi miglio dopo miglio sempre più con la realtà (che è ben più cruda) sbattuta in faccia.
La Route 66 è la Mother Road cantata da Woody Guthrie prima e da Bob Dylan e Bruce Springsteen e mille altri dopo di lui; ed è la vera protagonista di Furore, romanzo che John Steinbeck pubblicò nel 1939 con la popolazione degli Stati Uniti ancora sconvolta dalla Grande Depressione di pochi anni prima, con i Joads assurti a simbolo di centinaia e centinaia di famiglie costrette ad abbandonare la propria terra per cercarne una, quella Promessa, che solo in rari casi riusciranno a trovare.
Oggi, la Route 66, fagocitata in parte dalle moderne Interstates, ha trovato un modo per sopravvivere diventando con i suoi 4.000 kilometri il più esteso Parco Naturale del mondo.
Con "Route 66: l'America infinita" (seconda uscita della collana "Da costa a costa" edita da Pontegobbo), Tiziana Barbieri ci offre lo spunto per presentarci un completo panorama dell'America di oggi per confrontarla con la nostra cara vecchia Europa in un continuo gioco di incastri. Un viaggio attraverso gli U.S. of A., un viaggio attraverso il suo cuore e alle sue molteplici anime.
Ma ci sono anche i motels da quattro soldi, le ghost towns, le pompe di benzina abbandonate, le Harley Davidson e i vecchi pick-up arrugginiti, i tramonti nel deserto e il cielo con le nuvole "a due piani".
E non possono certo mancare i rimandi alla musica, ma soprattutto al cinema, perché si "può fare a meno della realtà, ma non del desiderio".
A metà tra il saggio e il reportage, corredato da alcune interessanti foto a colori, "Route 66: l'America infinita" si legge tutto d'un fiato, ed è lo strumento per rispolverare emozioni, sensazioni ed impressioni; ovviamente per chi sulla Route 66 ci ha posato i piedi (o le ruote di un'auto a noleggio) almeno una volta. Per tutti gli altri, leggendolo potrebbe scattare la scintilla della curiosità e chissà che non possa diventare meta di viaggi futuri.

(da www.bielle.org del 5 novembre 2006)

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